mercoledì 5 ottobre 2011

La cross border discovery. Una sentenza della U.S. Court of Appeals, Seventh Circuit

E-discovery freebiesImage by jmilles via Flickr
La possibilità di utilizzare nel proprio foro nazionale le prove acquisite con l’istituto della discovery appare, una prospettiva molto attraente  agli occhi di un avvocato di civil law.
 Nel diritto processuale degli Stati Uniti la discovery è una pre-trial phase nel corso della quale è possibile ottenere una prova proveniente dalla controparte attraverso la richiesta di risposte ad un interrogatorio, la richiesta di produzione di documenti ed altro.
 Secondo la legge degli Stati Uniti la discovery può riguardare qualsiasi elemento che possa essere considerato una prova ammissibile nel processo. Pertanto la sua accezione risulta essere più ampia di quella di prova ammissibile in senso proprio poiché comprende anche la ricerca di quegli elementi che possano essere successivamente considerati rilevanti. 
Articolo pubblicato su Medialaws.eu il 04/10/2011: clicca qui per leggere il resto 

martedì 4 ottobre 2011

Trasformare i rifiuti elettronici in risorsa




Gli eurodeputati chiedono un impiego molto più sostenibile delle materie prime attraverso il riciclo e il riutilizzo di rifiuti elettronici

mercoledì 22 giugno 2011

La discriminazione vale anche per le associazioni: siamo telematici, non vogliono registrarci!

Associazione Iusit.net - Comunicato stampa n. 1 del 22/06/2011

In data 21.04.2011 si è costituita l’Associazione Iusit.Net, mediante l'esclusiva utilizzazione di tecnologie informatiche, ossia firma digitale e marche temporali, con i quali si è data piena valenza all’Atto Costitutivo ed allo Statuto.

Successivamente alla costituzione, l’Associazione ha tentato di registrare l’atto costitutivo e lo Statuto, ricevendo ben due rifiuti da altrettanti Uffici delle Entrate (Roma e Frosinone), per “mancanza degli strumenti idonei al controllo delle sottoscrizioni”.

Appare evidente la totale distonia tra quanto previsto dalla normativa e quanto in pratica si possa compiere.

In data odierna l’associazione ha formalmente diffidato le Amministrazioni coinvolte ad eseguire quanto già motivatamente richiesto, inviando nel contempo richiesta di chiarimenti a ben quattro Ministeri (Giustizia, ’Economia e Finanze, Sviluppo economico e Semplificazione normativa) nonché - attraverso il deputato Matteo Mecacci - sta tentando di portare questa abnorme situazione all’attenzione del Parlamento.

lunedì 14 febbraio 2011

Diaspora* : sulla sicurezza e sulla privacy

Nel progetto originario di Diaspora era previsto che i dati degli utenti fossero criptati con doppia chiave asimmetrica. Per problemi tecnici è stato deciso (almeno per ora) di non criptare tutti i contenuti sui server ma di utilizzare protocolli di cifratura per la comunicazione tra pod. La sicurezza dei dati pubblicati su Diaspora dipende quindi interamente dalla sicurezza del pod e del server dove sono ospitati.

Ho scaricato il file xml del profilo personale (lo trovate sotto account settings); osservate il contenuto del file. Trovate una coppia completa di chiavi dell'utente titolare del profilo (quella privata e quella pubblica) oltre alle chiavi pubbliche dei contatti.

Quacosa di simile a questo:


Chiave pubblica e chiave privata presenti nello stesso file. 


Infine la privacy. Secondo gli sviluppatori di Diaspora* la privacy non rappresenterebbe un problema. La natura delocalizzata e distribuita del social network risolverebbe alla radice la questione. Nulla da dire in caso di pod autogestito. Tuttavia poichè non tutti hanno le capacità tecniche per installare e manutenere un pod e la maggior parte degli utenti deve quindi rivolgersi ad un servizio di hosting (joindiaspora.com , diasp.org ecc. ecc.), la questione della tutela dei dati personali degli utenti si presenta eccome. Il gestore del pod deve dichiarare infatti una sua policy sulla privacy e gli utenti devono autorizzare il trattamento dei dati. Inoltre si presenta il problema del rapporto tra gestori dei pod e gestori dei server (spesso VPS) dove essi sono collocati.

In un sistema così articolato, sono auspicabili modelli di comportamento e policy uniformi che prevedano standard minimi di tutela degli utenti.

martedì 1 febbraio 2011

Per una moratoria alle nuove regole per la Rete - Firma la petizione



Sito Non raggiungibile

Testo della petizione:
Per una moratoria alle nuove regole per la Rete, finché il Parlamento non deciderà in maniera esplicita sull’equilibrio tra diritto d’autore, accesso alla conoscenza e pericolo di nuove censure.

Immaginate che un giorno intere sezioni della vostra biblioteca vengano rese inaccessibili. Non vi verrà mai detto quali specifici libri, e per quale ragione sono stati rimossi, ma troverete solo un cartello che vi informa che qualcuno, da qualche parte, per qualche ragione, ha segnalato che i libri di quella sezione violano i diritti di qualcun’altro. Immaginate che anche dagli scaffali accessibili della biblioteca qualcuno rimuova costantemente libri senza che voi o gli altri altri utenti della biblioteca, possiate sapere quali volumi sono stati rimossi, e senza che vi sia data la possibilità di valutare se la rimozione di tali libri viola alcuni dei vostri diritti fondamentali.

Credete che questo non possa accadere in una democrazia?

Se il diritto d’autore non sarà regolamentato in modo da garantire che anche nella sfera digitale ci sia il giusto equilibrio tra i diversi interessi presenti nella società, da strumento di emancipazione dei produttori di contenuti, esso diverrà inevitabilmente un sistema di controllo e censura pervasivo.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con la Delibera 668/2010 del dicembre 2010 ha posto in consultazione un testo che mira ad introdurre un meccanismo che le consentirà di inibire completamente l’accessibilità ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria.

Le sezioni della “biblioteca” Internet a cui non potrete più accedere includeranno portali informativi esteri sospettati di violare il diritto d’autore senza che ciò sia in qualche modo accertato, gran parte dei sistemi comunemente utilizzati per avere accesso alle informazioni necessarie per lo scambio di software libero e per conoscere le opere disponibili nel pubblico dominio e distribuite con licenze aperte.

I singoli “libri” rimossi includeranno articoli pubblicati da giornali, banche dati di pubbliche amministrazioni e di privati, documenti riservati finiti in rete ed utili per conoscere fatti che l’opinione pubblica potrebbe non conoscere diversamente, video amatoriali e fotografie con sottofondo musicale caricate dagli utenti nelle piattaforme di condivisione, singole pagine di blog amatoriali contenenti anche un solo file in violazione del diritto d’autore.

Per scongiurare che tutto ciò avvenga in modo silenzioso, ci appelliamo all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni affinché effettui una moratoria sulla nuova regolamentazione sul diritto d’autore.

Nessuna nuova regolamentazione dovrà essere adottata finché il Parlamento non riuscirà ad essere sede di un grande dibattito pubblico alla ricerca di nuovi equilibri tra diritto d’autore e il pericolo di nuove censure e che porti ad introdurre misure che consentano la tutela del diritto alla conoscenza che la stessa Autorità Garante auspica.

Chiediamo questa moratoria perché sappiamo bene quanto regolamentazioni introdotte senza una corretta valutazione del loro impatto possano avere effetti molto diversi da quelli ipotizzati.

Chiediamo questa moratoria perché temiamo che i compiti che la regolamentazione affiderebbe all’Autorità Garante assumeranno dimensioni difficilmente gestibili dalla stessa Autorità e porteranno presto ad una congestione a cui seguirà probabilmente approssimazione o mera discrezionalità.

Riteniamo inoltre pericoloso che l’Autorità Garante si spinga a regolamentare direttamente ambiti che la Costituzione affida al potere legislativo e al potere giudiziario e che negli altri paesi sono stati oggetto di lunghe discussioni parlamentari o, come spesso è accaduto per la rete, di un’autoregolamentazione all’interno dei perimetri che le leggi tradizionali consentivano.

Ci appelliamo ai Parlamentari di tutti gli schieramenti affinché il Parlamento possa essere sede di un dibattito che coinvolga tutti gli attori della Rete e i maggiori esperti internazionali del settore.

In questo modo si otterrà il risultato di ridare al Parlamento il ruolo di interlocutore ineliminabile con la società civile, e di rispettare il principio di separazione dei poteri dello Stato.

sabato 29 gennaio 2011

Android 3.0 Preview - il 2 febbraio la presentazione



La versione di Android pensata per i tablet. Il 2 febbraio la presentazione ufficiale. Live streaming dell'evento

giovedì 9 dicembre 2010

Diaspora, il network sociale non centralizzato che ti permette di condividere ciò che vuoi con chi vuoi

diaspora logoImage by M1K3Y via Flickr
Diaspora* è un software open source che permette di collegare uno o più utenti ad un network sociale distribuito. L'interfaccia grafica è simile a quella di Facebook e nel prossimo futuro si potranno fare con Diaspora le stesse cose che milioni di utenti quotidianamente fanno con il servizio creato da Mark Zuckerberg nell'ormai lontano 2004.

Diaspora, a differenza degli altri social network, non è gestito in manierà centralizzata ma è composto da una serie di POD (point of delivery) autonomi ed interconnessi. L'obiettivo dichiarato dagli sviluppatori del software è di consentire agli utenti di creare il proprio personale POD autogestito oppure di acquistare un servizio di hosting e di avere così un controllo maggiore - quasi totale - sui dati pubblicati (foto, video, testi, contatti).

Il profilo personale con tutti i dati relativi sarà inoltre esportabile su altri POD. Cioè, dopo aver creato il profilo sul POD gestito dagli sviluppatori ( www.joindiaspora.com ) sarà possibile trasferirlo sul proprio POD personale o su quello ospitato da un provider specializzato.

Altra caratteristica interessante di Diaspora è la possibilità di organizzare i propri contatti in gruppi non comunicanti tra loro (aspetti). Quindi è possibile creare un gruppo denominato "lavoro" composto dai propri colleghi di studio o di ufficio che pertanto non saranno costretti a sorbirsi i resoconti delle vostre performance sulle piste da ballo di mezza  Italia, così come potete creare il gruppo dei parenti, degli amici ecc. ecc. . Un gruppo rappresenta uno degli aspetti della vostra vita sociale e ciò che vi postate non risulta leggibile agli altri, a meno che non siate voi a volerlo.
Ovviamente la sicurezza rappresenta una delle maggiori sfide che si trovano ad affrontare gli sviluppatori. di Diaspora I dati degli utenti depositati nei POD sono criptati ma è da chiarire se  e come l'amministratore del sistema possa accedervi (per profilare gli utenti ad esempio) e se la connessione a servizi di terze parti (ad. es. Facebook o Twitter) possa essere causa di vulnerabilità. 

Intanto sono stati individuati i primi bachi nella versione per sviluppatori pubblicata il 16 settembre 2010 e da qualche settimana è disponibile la versione Alfa del software. Gli sviluppatori stanno inviando i primi inviti ad iscriversi al POD  www.joindiaspora.com   ma, per entrare nel network ed iniziare a sperimentare il servizio, ci si può anche registrare in uno degli altri POD esistenti, gestiti e supportati dalla comunità di Diaspora .


Il mio personale indirizzo su Diaspora è mariosabatino@diasp.eu se volete potete chiedermi di aggiungervi ai miei contatti.

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AGGIORNAMENTO (11/12/2010):
in attesa di ricevere l'invito da joindiaspora.com sto provando altri pod, eccovi un mio nuovo indirizzo: mariosabatino@diasp.org  www.diasp.org propone anche un servizio a pagamento (non sarà forse prematuro visto che siamo ancora in Alfa ?)

AGGIORNAMENTO (12/12/2010):
anche diasp.org ha chiuso gli inviti. Il pod funziona, c'è l'integrazione dei video, la possibilità di pubblicare anche sui profili di Twitter e FB, i dati viaggiano in https, e soprattutto, riceve ed inoltra le richieste ai nuovi contatti :-))

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