giovedì 31 dicembre 2009

Auguri !

1000 photos!Image by Timmy Toucan via Flickr

Carissimi lettori de "La Pagina Giuridica" Vi auguro un felice e prospero 2010 !

Colgo l'occasione per segnalarvi alcune pronunce delle Corti nostrane che faranno discutere i commentatori:

- Cassazione su programmi pirata in studi professionali
- Cassazione sulla baia dei pirati
- Sentenza T. di Milano su DVD, DRM e copia privata
- Ordinanza T. di Roma su YouTube e video del Grande Fratello

Vi segnalo infine il sito Cyberlaw Cases dove troverete alcune delle ultime novità giurisprudenziali dalle Corti statunitensi che maggiormente ci appassionano.

mercoledì 30 dicembre 2009

La Pagina Giuridica 2/2009 scaricabile in formato pdf ed ebook



http://zinepal.com/z/8ZK - Per il formato PDF o eBook

martedì 29 dicembre 2009

Credit recovery in Italy. A legal question from Poland

I've received a legal question from Poland regarding the recovery of a credit owned by a Polish company against an Italian company. The place of performance of the obligation in question is in Poland.

We need to recover a credit in Italy. Is there a special procedure for credit recovery in the European Union ?

" The Council Regulation 1896/2006 of 12 December 2006, creating a European order for payment procedure, allows creditors to recover their uncontested civil and commercial claims according to a uniform procedure that operates on the basis of standard forms. The Regulation applies between all Member States of the European Union with the exception of Denmark. The procedure does not require presence before the court. The claimant only has to submit his application, after which the procedure will lead its own life. It does not require any further formalities or intervention on the part of the claimant. According to the Council Regulation (EC) No 44/2001 of 22 December 2000 on jurisdiction and the recognition and enforcement of judgments in civil and commercial matters there shall be the special jurisdiction of the local Court in Poland (Court of the place of performance of the obligation in question ----> payment). So you could file the claim before the local Court in Poland and then obtain the European order for payment which is recognised and enforced in all Member States including Italy (and except Denmark) without the need for a declaration of enforceability. This could be a good option for your matter " .

domenica 27 dicembre 2009

Free Culture - Cultura libera, di Lawrence Lessig

Lessig_KeynoteImage by SimSullen via Flickr

Nel mondo dei diritti d'autore prevalgono gli estremi: da una parte la pirateria, dall'altra un corpo normativo finalizzato più alla repressione che alla tutela. La libera cultura rimane schiacciata nel mezzo e ne paga le conseguenze. Paradossalmente le tecnologie legate ad Internet rischiano di stritolare la libera cultura quando sarebbero in grado di fornire nuovi potentissimi strumenti creativi e di conoscenza. Tutto ciò che viene scaricato dalla rete - sotto forma di sito web, blog o file musicale - è copia e pertanto rientra nel campo di intervento della normativa del copyright. Inoltre il Codice informatico della macchina può estendere pesantemente la portata della legge: è il caso ad esempio dei DRM (digital right management) applicati da qualche editore di ebook anche alle opere di pubblico dominio. Il cd. fair use non riesce a garantire una sufficiente tutela agli usi liberi.

L'eccessiva durata del diritto d'autore, con conseguente compressione dell'area del pubblico dominio, ha come conseguenza diretta la perdita di opere che non essendo sfruttate commercialmente dai titolari dei diritti sono fuori mercato e pertanto inaccessibili poichè una loro diffusione non autorizzata rappresenterebbe una violazione del copyright. Pertanto la stragrande maggioranza delle opere prodotte è destinata, dopo una brevissima vita (una ristampa oppure la proiezione per poche settimane in qualche sala), ad un interminabile oblio e poi alla distruzione.
L'autore sottolinea l'esigenza di trovare una via di mezzo: nè tutti i diritti riservati nè nessun diritto riservato, ma alcuni diritti riservati, al fine di rispettare il copyright ma consentendo agli autori di rendere liberi i contenuti quando lo ritengano opportuno: rifiuto dell'anarchia e quindi della violazione sistematica del copyright ma rigetto del feudalesimo nel campo della proprietà intellettuale.

Questo volume analizza rigorosamente le debolezze ed i pericoli derivanti dall'attuale normativa del copyright negli Stati Uniti e propone delle soluzioni per difendere la cultura libera. Un libro che tutte le persone interessate al diritto d'autore, comunque la pensino, dovrebbero leggere.

Il volume è scaricabile in inglese in formato ebook all'indirizzo:

La traduzione italiana è stata pubblicata da Apogeo. Nel sito di CopyLeft è disponibile la versione tradotta in formato ebook.

domenica 20 dicembre 2009

Fair use, una importante opinion del Giudice Gertner della corte del Massachusetts

Lo scorso 7 dicembre il Giudice D.J. Gertner della corte del Massachusetts (U.S.A.) ha emesso un provvedimento a definizione di una causa di violazione del copyright iniziata dalla Sony BMG Music Entertainment ed altri, nei confronti di Joel Tanebaum, accusato di aver scaricato e distribuito con un software per il file sharing 30 canzoni di cui gli attori risultano titolari dei diritti. A parte il merito della causa che ha visto la difesa del resistente soccombere su tutta la linea, il provvedimento è a mio parere degno di nota nella parte in cui propone una lettura più ampia del principio del fair use.

Il giudice nella sua motivazione sostiene infatti che (anche sulla base di altri precedenti giurisprudenziali) la ricognizione di un caso di fair use possa essere condizionata dall'impossibilità di ottenere legalmente l'opera protetta.

L'uso non autorizzato può essere ricompreso nella definizione di fair use quando ad esempio l'opera protetta non è disponibile sul mercato e quindi non è possibile acquistarne un esemplare sul mercato per scelte tecniche e/o di politica commerciale. Ruolo di grande importanza viene infatti assegnato al bilanciamento d'interessi tra la perdita teorica del titolare dei diritti ed il vantaggio della collettività che può in tal modo fruire di opere altrimenti non disponibili.

Inoltre, potrebbe rientrare nel fair use il download di un solo brano di una raccolta quando sul mercato non ne fosse possibile l'acquisto separato. Anche il download in formato digitale di un'opera già acquistata in formato analogico, potrebbe rientrare nel fair use. Lo stesso si potrebbe dire per il download a scopo di saggio dell'opera, al quale sia seguito l'acquisto oppure la cancellazione poichè non gradita.

Le argomentazioni del Giudice Gertner sono apprezzabili e propongono un diverso approccio rispetto al principio del fair use. Ciò che viene condiviso nei sistemi di file sharing non è da considerarsi come male in sè e perciò illegale a prescindere; l'indagine su tale istituto va fatta invece caso per caso e soprattutto non a senso unico, tenendo quindi conto dell'interesse generale (il quale non necessariamente coincide con quello dei detentori dei diritti di sfruttamento dell'opera) e con gli scopi delle leggi sul copyright.

Secondo Derek Bambauer questo nuovo approccio interpretativo potrebbe avere enormi effetti soprattutto nel campo delle opere cinematografiche, essendo le opere musicali ormai ampiamente disponibili per l'acquisto e la fruizione in rete in diversi formati e modalità.

What I like about this analysis is not what it says about music – music is the last war – but about movies and other copyrighted material. Right now, where can you get the movie of your choice easily, lawfully, and on-line? Um, nowhere. Maybe Netflix, for some films. But the industry has not gotten it together to offer Internet-based access to their catalog – mostly because they don’t want to change their revenue structure. If Judge Gertner is right, though, they’d better innovate in this area, because otherwise they face the possibility of file-sharers escaping copyright liability because they didn’t have lawful alternatives. That strikes me as an immensely powerful incentive to innovate and to overcome structural barriers such as inter-industry squabbling over standards. (Hello, Blu-Ray vs. HD DVD!)

Foto tratta da www.wikipedia.org
Reblog this post [with Zemanta]

sabato 19 dicembre 2009

Il Tribunale di Roma ordina a YouTube di rimuovere i video del Grande Fratello

Ecco alcuni punti interessanti del provvedimento cautelare (ordinanza NON SENTENZA) emesso il 15/12/2009 dal Presidente della IX sezione civile Dott.Marvasi.

Il testo completo è disponibile qui

Non conosco i dettagli della causa pendente tra Mediaset e YouTube. Tuttavia alcune domande sorgono spontanee:
1) in concreto, come YouTube potrà ottemperare all'ordine del giudice di rimuovere immediatamente i filmati dai propri server, con la conseguente disabilitazione all'accesso di tutti i contenuti riproducenti sequenze di immagini fisse o in movimento relative al programma in questione , considerato che i video pubblicati sono numerosissimi e nulla esclude che ne possano essere immessi in rete altri ancora ? E quali dovrebbero essere le regole di condotta per le future violazioni (diverse migliaia al minuto su scala mondiale .....) ?
2) cosa avrebbe dovuto e dovrebbe fare YouTube, cancellare e filtrare automaticamente tutti i video contenenti nella descrizione le parole Grande Fratello decima edizione ? A parte le ovvie possibili obiezioni su una policy di questo tipo, cosa dovrebbe e potrebbe fare YouTube qualora i video non fossero identificabili ?
3) chi è l'autore dell'illecito, l'utente che pubblica i video protetti oppure l'hosting provider ?
4) chiudiamo YouTube ?

Ecco il link ad una ricerca su YouTube con le parole Grande Fratello 10

Si ringrazia Daniele Minotti per la segnalazione link

venerdì 18 dicembre 2009

Schifani: " Facebook peggio dei gruppi degli anni '70 "



Ecco la dichiarazione di Schifani su Internet e social network. Si tratta di una scarsa conoscenza del fenomeno oppure c'è dell'altro ?


mercoledì 16 dicembre 2009

Oscuramento di siti e filtri alla navigazione web in Italia ?



Il ministro degli interni Maroni giovedì prossimo presenterà al CdM ' nuove norme su cortei e web '. Secondo alcune indiscrezioni si tratterebbe della riproposizione con decreto legge del famoso emendamento D'Alia. Si parla di oscuramento di siti e dell'apposizione di filtri alla navigazione web, sulla falsa riga dei regimi autoritari e dei paesi dove la libertà di espressione risulta fortemente compressa.
Ritengo che non vi sia assolutamente bisogno di leggi speciali su Internet e che le leggi esistenti permettano di sanzionare i responsabili di condotte illecite. Mi riservo di leggere il testo del provvedimento prima di esprimere giudizi definitivi ma qualcosa era già nell'aria e non mi aspetto nulla di buono.

martedì 8 dicembre 2009

Content, di Cory Doctorow


Contenuto. Uh, ah. Ma dov'è il contenitore ? (John Perry Barlow)


Vi consiglio di leggere questo libro di Cory Doctorow. E' una raccolta di saggi del famoso giornalista, scrittore di libri di fantasienza ed attivista dei diritti degli internauti. La lettura è appassionante ed illuminante allo stesso tempo. La stupidità della DRM, la miopia delle major dell'editoria che non riescono a trovare (o non vogliono ?) un'alternativa valida ai vecchi modelli di business, come proteggere gli artisti, perchè uno scrittore o un musicista dovrebbero consentire la libera circolazione delle proprie opere in formato elettronico, perchè gli autori e gli editori dovrebbero smettere di trattare i propri clienti come dei criminali e molto altro per riflettere sul futuro del copyright e dello spazio cibernetico.

Il libro è liberamente scaricabile dal sito di Apogeonline in formato Epub con licenza CC - BY -NC - SA 2.5. Buona lettura.



sabato 5 dicembre 2009

Prova: Sony ebook reader PRS 600



Ho acquistato questo ebook reader in un Waterstones di Londra ed ormai lo porto sempre con me. E' finita l'epoca dei pesanti codici d'udienza in borsa e delle pagine stampate da Internet. Il catalogo dei titoli disponibili in inglese è immenso. Su Simplicissimus, Lulu e IusOnDemand sono disponibili anche numerosi titoli in italiano. Molte le risorse gratuite, primi fra tutti Google Books, Wikipedia ed il sito del Project Gutemberg. Lo schermo utilizza la tecnologia e-ink che consente una straordinaria nitidezza dei caratteri ed una lettura riposante. E' possibile scrivere appunti a mano libera direttamente sulla pagina che si sta leggendo e sottolineare come su un libro tradizionale. E' possibile inoltre evidenziare parti di testo ed aggiungere note e segnalibri. Il dizionario inglese (UK ed USA), integrato ed interrogabile con due colpetti di stilo sulla parola che interessa, è una funzione utilissima. Le batterie hanno una lunga durata grazie alla tecnologia dello schermo che non è retroilluminato e non emette calore. Il software della Sony fornito col prodotto è forse migliorabile ma sono disponibili in rete ottimi programmi open source per la gestione della biblioteca e per la conversione in vari formati dei file che non siano protetti da DRM .

Cliccate qui per le specifiche tecniche ed ulteriori informazioni.

giovedì 3 dicembre 2009

Against transparency ?




Un articolo di Lawrence Lessig pubblicato su The New Republican ha provocato un acceso dibattito negli Stati Uniti. Proprio Lessig, uno degli attivisti del movimento per la trasparenza nella pubblica amministrazione, che scrive un articolo contro la trasparenza. Non temete l'ideatore delle Creative Commons non è uscito fuori di senno. Lessig, con un certo gusto per la provocazione (un articolo di 10 cartelle pubblicato su un sito Internet forse potrebbe essere considerata tale), pone alcuni interessanti quesiti sulla trasparenza e l'accesso ai dati. Premesso che la trasparenza è una cosa buona (ci mancherebbe altro), è sufficiente alla comprensione della realtà ? Non è forse necessario anche saper selezionare i dati, confrontarli, interpretarli e dare loro il giusto valore all'interno di un contesto ? Una trasparenza solo formale non può essere addirittura anche nociva e paradossalmente nascondere la verità dietro milioni di pagine in pdf e miliardi di cifre ? Ragioniamo in maniera sufficientemente critica su come e quando la trasparenza sia utile e su come essa possa essere addirittura controprucente e causa di confusione ?

Vi consiglio di leggerlo fino in fondo questo articolo.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails
Creative Commons License
Questo sito e' pubblicato sotto una Licenza Creative Commons